The Mau Store

Sito per appassionationati di Anime, Manga, Figure

Statua di Terence Hill Trinità di Infinite Statue (recensione)

Dopo una lunga attesa è finalmente uscita la statua di Terence Hill Trinità Old&Rare di Infinite Statue. Annunciata quasi un anno fa, durante l’estate del 2022, dopo alcuni ritardi è giunta nelle case dei collezionisti e fan che l’avevano preordinata ed è disponibile per l’acquisto online. Ma come successe per la statua di Bud Spencer, tratta sempre dal film “Lo chiamavano Trinità…”, prevediamo che il sold out sarà molto vicino!

Chi è Trinità interpretato dall’attore italiano Terence Hill

Il personaggio chiamato “Trinità” è il protagonista del film “Lo chiamavano Trinità…” (1970) del regista italiano E.B. Clucher, pseudonimo di Enzo Barboni. La pellicola è diventata un classico del cinema italiano per l’eccellente accoppiata dei generi western e commedia, che ha valso al film una fama internazionale, in particolare in Germania, Australia, Stati Uniti.

Iconica è diventata la scena di Trinità (Terence Hill, nome d’arte di Mario Girotti) sporco e lercio che vaga nel deserto comodamente sdraiato su una treggia trascinata da un cavallo. Nel film il giovane pistolero, definito “la mano destra del diavolo” si intrufola in maniera invadente nella vita di suo fratello (Bud Spencer). Questi è un ladro di cavalli soprannominato “Bambino” (perché è così che continua a chiamarlo sua mamma) ma ha assunto le vesti di sceriffo di paese in maniera fraudolenta. I due si trovano a dover fingere di essere dalla parte della legge, con Trinità nominato vicesceriffo, in attesa dell’arrivo dei complici di Bambino, Faina e il Timido.

Tra i loro vari compiti c’è la difesa di un villaggio di pacifici Mormoni insidiati dal perfido maggiore Harriman. Compito che non sembra dispiacere affatto a Trinità, il quale nel frattempo si è invaghito di due belle ragazze mormone. Bambino invece viene trascinato controvoglia dal fratello in una serie di scazzottate con gli scagnozzi di Harriman e banditi messicani. Tutto finisce con un’epica zuffa alla quale prendono parte anche i mormoni, istruiti alla lotta dai protagonisti.

Cosa succede nel sequel “…continuavano a chiamarlo Trinità”

Nel sequel del 1971 “continuavano a chiamarlo Trinità”, i due fratelli si incontrano nuovamente, stavolta a casa dei loro genitori. Bambino è costretto ancora a sopportare Trinità, perché suo padre gli chiede di prendersi cura di lui e insegnargli il mestiere del bandito. Ma Trinità sembra avere poche cose da imparare: oltre ad essere un abile pistolero, è anche un baro al poker, cosa che sembra fruttare più del lavoro del bandito.

La scena del film dove Trinità mischia le carte e si diverte a fare giochetti di prestigio è diventata un cult. Per queste scene furono usate le mani e l’abilità dell’illusionista italiano Tony Binarelli.

Grazie ai soldi guadagnati al poker i due protagonisti vestono casualmente i panni di finti agenti federali e si ritrovano in un villaggio di corrotti. Qui persino alcuni frati e lo sceriffo dipendono da Parker, un meschino contrabbandiere di armi. Anche in questo caso non mancano scazzottate e risse colossali, con Trinità che sembra prendere a cuore le vicende dei frati “buoni” e di una giovane e bella contadina che viaggia con la sua famiglia.

Alcune curiosità sui film di Trinità

Le scene dei film di Trinità ci proiettano nel Far West; in realtà furono girate in Italia. Le location principali furono il parco naturale regionale Monti Simbruini (Camerata Nuova, Roma), Campo Imperatore (Abruzzo), Venafro in Molise e la valle del Treja, affluente del Tevere.

Celebre in tutto il mondo è diventata la colonna sonora del film “Lo chiamavano Trinità…” intitolata “Trinity”, del cantante e compositore britannico Lally Stott realizzata in collaborazione con Franco Micalizzi. La voce è del cantante e pianista Annibale Giannarelli mentre il fischio è del direttore d’orchestra Alessandro Alessandroni. Questo brano fu riproposto nel 2012 nella colonna sonora di Django Unchained di Quentin Tarantino.

La statua di Terence Hill Trinità di Infinite Statue

Ma veniamo ora alla statua di Terence Hill Trinità Old&Rare di Infinite Statue. Realizzata in resina in scala 1/6 è alta 35 cm compresa la base (la figura di Terence è 31 cm) e pesa quasi 2 kg.

Disponibile da settembre 2023 fino ad esaurimento, prodotta in 500 esemplari nella versione standard e 200 esemplari nella versione Web Exclusive Edition. Nella versione standard Terence Hill ha la pistola nella fondina e la mano destra è pronta ad estrarla. Nella versione Web è disponibile un secondo avambraccio con la pistola in mano.

Incredibili i dettagli della figura, con i vestiti logori e bucati, il cappello dietro la schiena, il distintivo da sceriffo, la salopette rotta e legata con una corda sul lato sinistro. Ai piedi di Terence non poteva mancare la pentolaccia con i fagioli, che richiama la famosa scena della scorpacciata di Trinità. Prima di girare quella scena dicono che l’attore abbia digiunato per due giorni, per essere in grado di ingurgitare una pentola di fagioli di tali dimensioni.

La parte che più ci lascia stupefatti è il viso, con la sfumatura della barba accennata, gli occhi azzurri e lo sguardo corrucciato tipico di Terence Hill.

Torna in alto